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Talk: Collettivo Synap(see) con Steve BissonMostre

Un triennio di investigazione fotografica quello realizzato dal collettivo Synap(see) dal 2015 al 2017 assieme al curatore Steve Bisson.
Artisti: Collettivo Synap(see)
A cura di: Steve Bisson
GIOVANNI PRESUTTI, COLLETTIVO SYNAP(SEE), SCHAUFENSTER: FOTO-FORUM, ITALY

Un triennio di investigazione fotografica quello realizzato dal collettivo Synap(see) dal 2015 al 2017 assieme al curatore Steve Bisson. Un viaggio che attraversa uno spaccato significativo dell’Italia, passando per oltre 9 Regioni e oltre 30 casi studio che interpretano e sviluppano altrettante questioni di natura ambientale e territoriale. Un impegno per ribadire la bontà della fotografia quando consapevole, altruista, onesta. Un mezzo che può ancora offrire maggiore profondità, sostegno, intuizione alla ricerca e alla critica. Foto-forum ospita un confronto aperto con il pubblico sabato 26 maggio alle ore 11:00. Un'occasione per approfondirne i contenuti e dialogare sul metodo e sugli esiti. In mostra anche le pubblicazioni realizzate dal collettivo Synap(see).

Collettivo Synapsee

Nota sul triennio di investigazione tra ambiente e fotografia

Da tre anni il collettivo Synapsee, composto da fotografi provenienti da varie regioni d’Italia, ha scelto di svolgere, in modo corale delle indagini autorali su questioni che riguardano l’ambiente, la natura, la gestione e pianificazione territoriale nella penisola. Ogni anno si è scelto un tema che potesse offrire ai singoli autori l’opportunità di raccontare delle storie e dei casi studio. Senza la pretesa di essere necessariamente esaustivi e con la volontà di stimolare delle domande in chi guarda. Il collettivo esercita la propria attività anche mediante la partecipazione a mostre e incontri, la condivisione costante del proprio agire attraverso diari online e vari altri strumenti mediatici, la divulgazione con la pubblicazione di un magazine annuale.

Il primo lavoro ha riguardato una selezione di parchi nazionali e regionali. La chiave che ha guidato la lettura è stata la definizione di confine. Dove inizia e finisce un parco? Il problema dell’inquinamento da microparticelle di plastica dell’arcipelago toscano, le attività estrattive di marmo nelle alpi apuane, l’educazione ambientale nel Parco Naturale Regionale Dolomiti Friulane di Erto sono alcuni esempi di questioni prese in esame dal progetto. Se osserviamo un parco è evidente che le relazioni che esso instaura con il territorio non si esauriscono nella sua delimitazione amministrativa. In qualche modo il futuro o la salute di un parco, dipendono da ciò che accade dentro e fuori di esso. Queste relazioni esprimono un brulicare di aspettative e prospettive non sempre coerenti che invitano a ripensare la gestione dei parchi stessi.

Nel secondo anno il collettivo si è dedicato a studiare alcuni fiumi. I diversi progetti hanno messo  a fuoco il rapporto, quasi simbiotico, tra uomo e corsi d’acqua che è alla base dello sviluppo delle civiltà antiche ma anche di quelle industriali fino ai giorni nostri. I casi studio scelti hanno il merito di caratterizzare questo rapporto sotto diversi punti di vista. Le opere per la tutela del rischio idrogeologico realizzate lungo l’Arno dopo l’alluvione del ‘66, le memorie di una speciale convivenza raccolte dagli album famigliari degli abitanti della terra “di mezzo” tra i fiumi Secchia e Panaro, i differenti modi di vivere e appropriarsi dell’Adige, e altre singolari storie di piccoli corsi in Toscana. Il fiume scorre per definizione, anche nella storia, e pare resistere nonostante gli acciacchi, ai tentativi umani di trasformarne il corso, di modificarne la qualità e la vita. Il fiume resta in qualche modo, ed è ciò che lo circonda e lo attraversa a modificare. Nuovamente sono le relazioni, i modi di convivenza, a delineare possibili percorsi per il futuro.

Con l’ultima ricerca, titolata “Agro”, il collettivo ha meditato sugli usi del suolo con particolare attenzione all’agricoltura, agli allevamenti e alle colture boschive. Da un paio di decenni almeno si osserva un’onda di “ritorno alla terra” cavalcata soprattutto da una nuova generazione di contadini e allevatori di piccola scala che praticano un fare votato ad una maggiore sostenibilità, rispetto degli animali e della natura. Il progetto ha raggruppato diverse testimonianze in questo senso che compongono un variopinto mosaico di esperienze e modi alternativi di rapportarsi alla terra. Produzione di erbe medicinali, salvaguardia delle api, benessere degli animali, gruppi di acquisto solidali, coinvolgimento di lavoratori diversamente abili sono alcune delle nuove buone pratiche. Affianco a queste si pongono altre sfide sollevate dai fotografi, come la corretta gestione dei boschi talvolta soggetti a massicce e discutibili operazioni meccaniche di “pulizia”, oppure il recupero di terreni un tempo produttivi e oggi abbandonati perché meno accessibili e redditizi. Una riflessione che si è estesa anche al governo del paesaggio misurandosi con una delle più grandi e storiche aziende agricole italiane.

Nel suo insieme, il triennio di investigazione realizzato dal collettivo Synapsee, ha attraversato uno spaccato significativo dell’Italia, passando per oltre 9 Regioni (dal Veneto, alla Campania, dall’Abruzzo alla Lombardia) e 30 casi studio. Centinaia di persone incontrate e decine di incontri pubblici. Questo impegno ribadisce la bontà della fotografia quando usata consapevolmente per interrogare, oltre che per scoprire, raccontare, descrivere, interpretare la realtà, e più nello specifico l’ambiente. Oltre la sua funzione didascalica, la fotografia autorale può contribuire a dare maggiore profondità, spessore, intuizione alla ricerca e alla critica.

 
 

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Via Weggenstein, 3
39100 Bolzano
 
 
 
 
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